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Mata Hari |

Margaretha Geertruida Zelle nacque il 7 agosto 1876 a Leeuwarden, nei Paesi Bassi.
Crebbe in una famiglia benestante, ma dopo il fallimento del padre visse anni difficili. A 18 anni sposò un ufficiale olandese, Rudolf MacLeod e on il marito si trasferì nelle Indie Orientali Olandesi, oggi Indonesia.
Il matrimonio fu infelice e segnato da litigi e tradimenti e dopo la separazione lei tornò in Europa senza denaro.
Si stabilì a Parigi all’inizio del Novecento.
Qui inventò il personaggio esotico di “Mata Hari”, che in malese significa “occhio del giorno”, cioè sole.
Divenne famosa come ballerina orientale e cortigiana di lusso e frequentò ambienti aristocratici, militari e diplomatici europei.
Durante la Prima guerra mondiale viaggiò tra diversi Paesi europei e i servizi segreti francesi e tedeschi sospettarono che fosse una spia.
Fu accusata di passare informazioni militari ai tedeschi e nel 1917 venne arrestata dalle autorità francesi.
Il processo fu molto discusso e basato su prove poco chiare e Mata Hari si dichiarò sempre innocente.
Fu condannata a morte per spionaggio e fucilata il 15 ottobre 1917 a Vincennes, vicino Parigi.

Dopo la morte divenne un simbolo leggendario di seduzione, mistero e spionaggio, e dalla sua vicenda presero spunto numerosi film, tra cui:
Mata Hari
(Id., USA, 1932)
di George Fitzmaurice. Con Greta Garbo, Ramon Novarro, Lionel Barrymore, Lewis Stone
Durante la prima guerra mondiale una celebre danzatrice fa la spia per i tedeschi, ma l'amore per un ufficiale sarà la sua rovina. Molto liberamente tratto dalla vera storia di Mata Hari (ovviamente assai più complicata e contraddittoria), il film fece conoscere questa affascinante figura, tanto che il suo nome divenne sinonimo di donna-spia, ma non fu che un polpettone melodrammatico, pur con qualche scena ardita per i tempi. La voce di T. Lattanzi accentuò la sensualità, altrimenti algida, della Garbo. Buona ricostruzione in uno sceneggiato RAI (1967). |
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Mata Hari, agente segreto H 21
(Mata Hari - Agent H21, F, 1965)
di Jean-Louis Richard. Con Jeanne Moreau, Claude Rich, Frank Villard
Durante la prima guerra mondiale, a Parigi, una celebre danzatrice fa la spia per i tedeschi, ma l'amore per un ufficiale sarà la sua rovina. Liberamente tratto dalla vera, e assai più complicata, storia di Mata Hari, il film è decisamente più bello di quello con G. Garbo (1932): pur non rinunciando agli effetti spettacolari e all'inevitabile melodramma, riesce a dare un quadro piuttosto realistico della vicenda spionistica e del suo intrecciarsi con i destini personali. Moreau tutt'altro che glaciale. Una buona ricostruzione in uno sceneggiato RAI (1967).  |
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Dossier Mata Hari
(I, TV 1967)
di Mario Landi. Con Cosetta Greco, Gabriele Ferzetti, Paolo Carlini, Antonio Pierfederici, Riccardo Cucciolla
Durante la prima guerra mondiale i servizi segreti francesi scoprono che la celebre danzatrice Mata Hari era in realtà una spia dei tedeschi: circuisce alti ufficiali per venire a conoscenza di segreti militari. Una storia complicata che al processo venne chiarita, e la spia fu giustiziata. Lo sceneggiato si sviluppa sotto forma di ricostruzione degli avvenimenti e fu più fedele alla realtà dei vari film ispirati alla vicenda con protagoniste Greta Garbo (1932) e Jeanne Moreau (1965), e altre da dimenticare. |
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