GRECIA

l'occupazione italiana
la guerra civile
il regime dei colonnelli


La situazione politica in Grecia dopo la prima guerra mondiale è molto confusa, e segnata da continui conflitti interni: nel 1924 un referendum portò all'abolizione della monarchia, ma i governi militari non seppero risolvere la grave crisi economica e nel 1929 ci fu il ristabilimento della monarchia con re Giorgio II, ma nell'agosto 1936 con un colpo di stato il generale Ioannis Metaxas instaurò una dittatura di tipo fascista.

Nonostante ciò la Grecia rimase in buoni rapporti con il Regno Unito e allo scoppio della seconda guerra mondiale non si alleò con l'Asse.

Il 28 ottobre 1940 l'Italia chiese alla Grecia la resa con un ultimatum, ma Metaxas si rifiutò di accettare e ne seguì la guerra: le forze armate italiane, dopo un'offensiva che avrebbe dovuto "spezzare le reni alla Grecia", furono respinte verso l'Albania, rischiando anche di perdere Valona.
La Grecia fece così registrare alle forze Alleate la prima vittoria nella seconda guerra mondiale contro l'Asse.
Dopo la morte di Metaxas nel gennaio 1941, l'intervento della Germania (con l'operazione Marita), che si voleva assicurare il fianco sud-orientale nell'imminenza dell'attacco all'URSS, fece capitolare in breve tempo le forze elleniche.

Ma l'occupazione nazifascista in Grecia non ebbe vita facile: in tutto il paese si organizzò la Resistenza, che tuttavia era divisa in due componenti, in contrasto tra loro: da una parte i gruppi moderati, legati al re in esilio, che puntavano ad un futuro sotto la monarchia; dall'altra le forze di sinistra organizzate nell'ELAS, l'Esercito popolare greco di liberazione, la cui componente maggioritaria era costituita dal KKE, il Partito Comunista di Grecia.
Gli aspri dissensi tra i due schieramenti, sovente sfociati in duri scontri armati, furono sostanzialmente il prologo della successiva guerra civile.

Più di 100.000 civili greci morirono di fame durante l'inverno del 1941-42. Nel 1943 quasi l'intera comunità ebraica greca fu deportata nei campi di sterminio nazisti.

La Grecia ebbe un governo militare collaborazionista fino all'autunno del 1944, quando le forze tedesche, che dopo l'8 settembre 1943 avevano soppiantato ovunque le truppe di occupazione italiane (umiliate e addirittura violentemente sopraffatte: v. il massacro di Cefalonia) iniziarono a ritirarsi verso nord, per non restare tagliate fuori dalla penetrazione dell'Armata Rossa nei Balcani.

Quando il paese fu completamente liberato dai nazisti, i conflitti politici interni ripresero con forza, e la sanguinosa repressione delle proteste popolari provocò la ripresa della lotta armata da parte della sinistra: una vera e propria guerra civile, che provocò decine di migliaia di morti.

Gli Alleati avevano già concordato le rispettive aree d'infulenza rispetto al dopoguerra, e la Grecia rientrava nell'orbita occidentale, quindi l'URSS interruppe gli aiuti all'ELAS e le truppe governative greche - ampiamente supportate dai reparti britannici, che spesso agirono con particolare ferocia - ebbero il sopravvento: ne seguì un periodo in cui tutte le formazioni di sinistra, giù debilitate dalle gravissime perdite subite nello scontro armato, restarono marginali rispetto alla situazione politica.

Ma i governi centristi erano sostanzialmente inefficaci, e nel 1967 un colpo di stato portò alla dittatura dei colonnelli, che durò fino al 1974, quando, sulla spinta della lotta popolare, finalmente si tennero elezioni democratiche e poi il referendum che ripristinò la repubblica.