Movimento operaio
tra metà '800 e inizi '900


Questa panoramica sullo sviluppo delle rivendicazioni operaie è necessariamente sintetica e molto parziale: innumerevoli sono state le esperienze di lotta, in tempi e in modalità diverse, e qui ne ricorderemo solo alcune, a partire dai movimenti in vario modo legati alle nuove prospettive aperte dal Manifesto di Marx - Engels.

Le prime grandi lotte non poterono che svolgersi nei principali centri industriali del Regno Unito e degli Stati Uniti, anche se la Comune di Parigi era stato un momento fondamentale, come pure, ovviamente, la rivoluzione russa, che, nel 1905, iniziò proprio con una serie di scioperi di carattere rivendicativo.
Qui ci riferiamo ad un numero limitato di situazioni, ma i territori in cui si realizzarono significativi momenti di lotta furono assai più ampi, dalla Cina all'Australia, dal Sud America all'India.

Fu il Fronte popolare francese che, vinte le elezioni del 1936, promulgò alcune leggi che regolamentarono in modo innovativo le condizioni di lavoro in fabbrica, dal diritto alla rappresentanza sindacale alle ferie (parzialmente) pagate, dai salari al lavoro femminile e dei minori, e soprattutto introducendo orari più umani rispetto alle 12-15 ore quotidiane, sei giorni su sette.

Le 8 ore, appunto, furono al centro delle mobilitazioni che per decenni si susseguirono, e che, pur tra mille difficoltà, divennero il fulcro dell'unità delle classi lavoratrici, nelle officine, nelle miniere, nelle campagne, nei trasporti.
Nell'ambito dei teorici del 'socialismo utopistico' Robert Owen aveva sintetizzato (1810) le idee relative alla condizione operaia nella frase "8 ore di lavoro 8 ore di tempo libero 8 ore di riposo": lo slogan venne ripreso nel 1855 dai lavoratori australiani e in seguito dalle principali organizzazioni sindacali del mondo.

Il primo paese che regolamentò per legge l'orario di 8 ore fu l'Uruguay, nel 1915.
In Italia il primo accordo sulle 8 ore venne strappato dalle mondine di Vercelli tra il 1906 e il 1909, e nel 1919 venne siglato il primo contratto nazionale dei metallurgici tra FIOM e Confindustria, che prevedeva, appunto, l'orario giornaliero di 8 ore.

In molte occasioni le lotte sindacali si intrecciarono con quelle di carattere strettamente politico e per i diritti civili, in particolare il movimento per il voto alle donne.

È da sottolineare che tutte queste lotte furono duramente contrastate dalle organizzazioni padronali e dai governi che le appoggiavano: le violenze di stato causarono migliaia di morti tra i lavoratori. E naturalmente la repressione coninuò per tutto il XX secolo (per l'Italia vedi qui).