Nel 1929 il Komintern attua una svolta politica in base alla quale i partiti socialisti e socialdemocratici (ovvero le forze che non avevano aderito all'Internazionale Comunista) venivano messi sullo stesso piano dei movimenti fascisti che stavano dilagando in Europa: é la sciagurata teoria del socialfascismo, che di fatto impedì ai partiti comunisti, e in particolare a quelli europei, di uscire dall'isolamento. Solo nel 1935 il VII Congresso dell'Internazionale cambiò radicalmente rotta, promuovendo ovunque l'alleanza fra tutte le componenti della sinistra: in Francia e in Spagna queste forze si unirono in una coalizione che prese il nome di Fronte Popolare e che riuuscì a vincere le elezioni in entrambi i paesi.
In Francia le cose andarono molto diversamente: le forze di sinistra riuscirono a fronteggiare l'eversione nazionalista e fascista, e anzi vi fu un forte movimento di lotta, con una serie di scioperi che ebbero un'adesione mai vista prima: anche sull'onda di questa formidabile combattività operaia il Fronte Popolare (comunisti, socialisti, radicali, repubblicani di sinistra) vinse le elezioni politiche della primavera 1936.
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