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Oleg Antonoviç Gordievskij |

Oleg Gordievskij è stato un alto ufficiale del KGB sovietico noto soprattutto per aver lavorato segretamente come agente doppio per i servizi segreti britannici durante la Guerra Fredda.
Nato a Mosca nel 1938 in una famiglia legata ai servizi di sicurezza sovietici, entrò nel KGB negli anni Sessanta. Fu assegnato a missioni diplomatiche e di intelligence in diversi paesi europei, in particolare in Danimarca e nel Regno Unito. Durante questo periodo sviluppò una crescente disillusione verso il regime sovietico, soprattutto dopo eventi come la repressione della Primavera di Praga, diventando uno degli informatori più preziosi dell’Occidente.. Lo fece mentre lavorava come diplomatico e ufficiale del KGB in Europa occidentale, soprattutto a Copenaghen e Londra.
Fornì dettagli sull’organizzazione interna del KGB, sui metodi di reclutamento, sulle reti di agenti e sulle tecniche operative sovietiche in Occidente. Questo aiutò i servizi occidentali a identificare attività di spionaggio sovietico.
Contribuì a smascherare agenti e operazioni del blocco sovietico in Europa. Le sue informazioni permisero l’espulsione di numerosi diplomatici e funzionari sospettati di essere spie.
Uno dei suoi contributi più importanti riguardò il clima di forte paura presente nella leadership sovietica durante i primi anni Ottanta. Informò l’Occidente che Mosca interpretava alcune esercitazioni NATO come possibili preparativi per un attacco nucleare.
Durante l’esercitazione NATO Able Archer 83, Gordievskij comunicò che l’Unione Sovietica temeva realmente un first strike occidentale. Le sue informazioni spinsero governi occidentali, tra cui quello britannico e statunitense, ad adottare toni più cauti per evitare escalation nucleari.
Nel 1982 divenne capo della residenza KGB a Londra (di fatto il principale responsabile dell’intelligence sovietica nel Regno Unito). Questa posizione gli diede accesso a informazioni di altissimo livello che continuò a trasmettere all’MI6.
Quando il KGB iniziò a sospettare di lui - probabilmente dopo informazioni fornite dalla spia americana Aldrich Ames - fu richiamato a Mosca e interrogato. Riuscì però a fuggire grazie a un piano dell’MI6 e della diplomazia britannica: venne nascosto nel bagagliaio di un’auto diplomatica e trasportato fino alla Finlandia.
Dopo la defezione si stabilì nel Regno Unito, dove visse sotto protezione. Scrisse libri e partecipò spesso a conferenze e documentari sulla Guerra Fredda e sulle attività dei servizi segreti sovietici.
In Russia fu condannato a morte in contumacia per tradimento, sentenza che rimase simbolicamente valida per molti anni.
La sua figura è considerata una delle più importanti nella storia dello spionaggio del XX secolo: le informazioni di Gordievskij sono ritenute tra le più preziose mai ottenute dall’Occidente durante la Guerra Fredda, perché offrirono una visione diretta del pensiero strategico sovietico ai livelli più alti del KGB e del Cremlino.
 
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