La paura rossa

 

Da sempre il potere ha utilizzato un metodo particolarmente efficace per rafforzarsi: inventarsi o enfatizzare un nemico rispetto al quale chiamare a raccolta i veri patrioti.
E gli Stati Uniti sono stati (e sono) campioni di questa fulgida battaglia: i comunisti...

La caccia alle streghe promossa, agli inizi degli anni '50 del XX secolo, con grande clamore dal senatore Joseph McCarthy (da cui maccartismo), attraverso la creazione della Commissione per le attività antiamericane (House Commitee on UnAmerican Activities, HCUA) fu il momento più intenso di questa campagna, che, fra l'altro, ebbe grande risonanza per via dell'incriminazione di personaggi del mondo del cinema: la cosiddetta blacklist, che, oltre ai famosi "dieci" - i più noti sceneggiatori - comprendeva numerose persone che lavoravano nell'industria cinematografica.
McCarthy, sopravvalutando la propria forza, fece però un errore letale: mise inspiegabilmente sotto inchiesta alcuni alti ufficiali e ciò provocò la forte contrarietà del presidente Eisenhower; a quel punto vennero messe in discussione le grossolane iniziative del senatore, che fu costretto a occuparsi d'altro.

Ma "la paura rossa" aveva già da anni intossicato pervasivamente la società statunitense, e continua tuttora.

In realtà fu in qualche modo il presidente (1933 - 1945) democratico Franklin D. Roosevelt ad aprire indirettamente la strada a questo diffuso odio anticomunista: il suo scopo non era distruggere la sinistra radicale, ma neutralizzarla secondo un'antica tecnica: arruolare nelle proprie fila l'avversario moderandone decisamente le posizioni. E così molti sindacalisti, intellettuali e attivisti di sinistra abbandonarono i propri orientamenti più critici verso il capitalismo, ritenendo più utile e realistico collaborare con le importanti iniziative avviate da Roosevelt: il new deal, l'imponente progetto di riforme che ridiede vitalità all'economia e attenuò le conseguenze del crollo di Wall Street (1929).
Questo portò ad un forte indebolimento del campo socialista e comunista in termini politico-organizzativi, ovvero rispetto ala capacità di contrastare la martellante propaganda contro qualunque cosa che facesse pensare alle sinistre (comunque le immagini riportate qui sotto danno l'idea della rozzezza, sì, ma anche dell'efficacia, deila grafica e degli slogan). Oltre a tutto, questo declino (sulle vicende del Partito Comunista v. qui) fu accentuato da una serie di scissioni e contrasti interni che in definitiva portarono all'isolamento e addirittura all'irrilevanza di socialisti e comunisti. Da notare che solo pochi anni prima si era avuto un movimento di grande simpatia nei confronti della rivoluzione russa, anche per merito dello splendido libro di John Reed I dieci giorni che sconvolsero il mondo (1919).

 

            

 

 








interrogato dalla Commissione per le attività antiamericane, Gary Cooper (come il collega Robert Taylor) si comportò in modo ignobile, denunciando colleghi, registi, sceneggiatori, legati alla sinistra. Anche il grande regista Elia Kazan testimoniò prendendo le distanze dai suoi vecchi amici radicali.